Desidero esprimere il mio profondo disprezzo per le celebrazioni del centocinquantenario della conquista del Regno delle due Sicilie mascherato come unità d’Italia.
Bisognerebbe intitolare la mostra: “Storia della peggiore famiglia italiana”. Mi auguro che le insorgenze contro questa mistificazione, che si levano sempre più forti, riescano a rovinare questa vergogna.
Gennaro Zona
Luglio 6, 2009 alle 5:10 pm |
Sullo sfondo del manifesto v’è una croce che ricorda molto le inferriate delle prigioni savoiarde, nonché il segno tombale di molti martiri che non abiurarono la loro fede. Viva il REGNO DELLE DUE SICILIE.
Luglio 6, 2009 alle 5:13 pm |
Il comune di Cortina d’Ampezzo si vergogni di cotanta arroganza! Un grido si levi unanime oLtre tutti i confini etnici: INDIETRO SAVOIA!
Luglio 6, 2009 alle 5:39 pm |
Caro Gennaro
sti signori festeggiano una unità fasulla, in un comune che neanche 100 anni fa faceva parte di un regno di costruito con le rapine e gli inganni.
Loro giustamente intendono celebrare i 60 anni delle frequentazioni di casa savoia:
“negli anni ‘30, il Principe di Piemonte Umberto di Savoia, con la sua passione per la montagna e per la conca ampezzana, contribuì ad affermare Cortina come meta d’elite e centro turistico di fama internazionale.”
Il tutto nel revival dei 150 anni di oppressione e latrocinio.
E’ bene ricordarci questi fatti!
Luglio 6, 2009 alle 6:04 pm |
INDIETRO SAVOIA
Luglio 7, 2009 alle 3:02 am |
caro gennaro vedo che sei un meridionale come mè sanguigno,pero le parole non servano piu,sono troppe troppe,è quando e cosi lunica sono le manifestazione in piazza.
Luglio 7, 2009 alle 5:27 pm |
ma quando prenderemo coscienza della n.s.situazione di colonizzati?
spero che DIO maledica i Savoia e molti nordisti.
Dicembre 2, 2009 alle 6:25 pm |
Buonasera, sono finito per caso nel suo blog (vi do del lei perchè non so se lavorino più persone a questi articoli), dove vedo tra le tante cose un’attenzione particolare per la città dove vivo e sono nato, Treviso.
Non sono nè un nordista nè un leghista, e credo piuttosto nel valore dell’unità nazionale. Ad esser sinceri trovo ingiustificato tanto rancore verso la casata dei Savoia, perchè se è vero che non ha aiutato il Sud a svilupparsi, è altrettanto vero che non ne ha peggiorato così tanto le condizioni, come sento invece sostenere a tanti revisionisti del Risorgimento. Purtroppo il Regno delle Due Sicilie era una terra segnata dalla miseria, è già nell’800 città come Milano e Torino erano molto più somiglianti a Londra e Parigi di quanto non lo fossero Napoli e Palermo. Il tasso di analfabetismo in tutto il territorio nazionale superava il 90%, e non credo che questa da questa statistica possa ritenersi escluso il Sud:un dato da non trascurare, perchè laddove non c’è istruzione non c’è nemmeno progresso e prosperità economica. Per concludere: i Savoia non hanno aiutato il Sud a migliorarsi, preferendo invece puntare sul Nord, più a contatto con le grandi realtà europee e già allora più avanzato, però da qui a dire che le disgrazie attuali del meridione siano interamente imputabili all’unità d’Italia ne passa.
Un saluto,
Giovanni
http://www.pistolato.wordpress.com
Dicembre 2, 2009 alle 7:58 pm |
“Purtroppo il Regno delle Due Sicilie era una terra segnata dalla miseria, è già nell’800 città come Milano e Torino erano molto più somiglianti a Londra e Parigi di quanto non lo fossero Napoli e Palermo”
Si sbaglia di grosso: mi dispiace, ma lei è male informato.
La Napoli del 1800 era una città di livello europeo: pensi solo alla pubblica illuminazione a gas che all’epoca era un primato di Napoli (dopo Londra e Parigi).Testimonianze del livello raggiunto esistono: basta solo volerle cercare.
Tutto lo sviluppo settentrionale è stato,di volta in volta, portato avanti a svantaggio della restante parte del Paese.Sistema bancario,industriale ed educativo sono stati saldamente nelle mani dei toscopadani.
Legga Nicola Zitara per trovare gli spunti giusti.Se è in buona fede saprà riconoscere i segni della mano massonica settentrionale nelle peggiori disgrazie delle popolazioni meridionali.
La benedico…PISTOLAto
Dicembre 2, 2009 alle 7:02 pm |
Gent.mo sig.r
Pistolato
La ringrazio del suo intervento, nobile e sicuramente dettato da convinzioni sincere.
Ritengo doveroso rammentare che nessuno aveva chiamato il Piemonte a venir a civilizzare il sud di questo paese. Non ritengo, peraltro, dovermi dilungare su argomenti del genere poiché la storia, grande maestra di vita, dimostra, semmai, il contrario. La storia recente è una dimostrazione di quanto la plutocrazia padana sia, nella sua tracotanza, la peggiore possibile, anche in questo momento. Un esempio valga per tutti, sa Lei che fine hanno fatto i denari dei fondi FASR, certamente nessuno glielo ha mai detto, nelle sue tasche di trevigiano, questo perché tali fondi sono stati incamerati dallo stato per pagare le “casse integrazioni” della “povera gente” del nord. Ora però i soldi sono finiti, mi domando cosa altro vi inventerete per tentare la nostra distruzione. Intanto vi auguro buone feste, la sua sarà del Natale, la mia del Sol Invictus, paradossalmente ricadenti nella stessa giornata.
Dicembre 2, 2009 alle 8:38 pm |
Non stento a crederle sulla questione dei fondi FASR. Infatti questo governo è tenuto sotto scacco dalla Lega Nord, ed è normale – purtroppo – che i vari Bossi e Calderoli spingano per misure che avvantaggino il Nord, magari a discapito del Sud. Piuttosto mi chiederei per quale ragione dalla vostre parti, pur sapendo che Berlusconi si appoggia a questa gentaglia, lo votate con percentuali bulgare. Se volete liberarvi dalla Lega non dovete votare in massa Berlusconi, eppure il PDL si assesta regolarmente sul 40-42 % al Sud. Anche questo deve costituire motivo di riflessione.
Dicembre 2, 2009 alle 9:21 pm |
E’ presto detto: per gli stessi motivi per cui in Lombardia votano Formigoni.E’ la politica clientelare della vecchia Democrazia Cristiana.
Ma le garantisco che è vasta e trasversale la fascia di elettori che non votano in quanto delusi: al Sud come al Nord.
Cordiali saluti
Dicembre 2, 2009 alle 9:16 pm |
Le cose stanno così: primo il clientelismo politico e il malaffare da queste parti è una vera e propria industria; secondo la gente non ha consapevolezza della propria identità; terzo , ma non ultimo, chi dovremmo eleggere, Bersani, Prodi ecc. che sono, sicuramente, i più acerrimi nemici dei meridionali? Non v’è alternativa, almeno allo stato attuale delle cose. Non mi piace la sinistra giacobina e forcaiola, gabbelliera e salottiera. Insomma una sinistra tutto parole d’ordine, proclami, slogans ecc. ma di fatti pochi. Questa sinistra allo sbando? No grazie! Vi sarebbe in alternativa, qualche gruppuscolo patriottico ma,ahime, brave, oneste e lavoratorici persone, preparate ma con poco seguito. Non rimane che le plutocratiche bande di finti paladini del liberismo che smanettano a tutto regime con il regime (scusi il gioco di parole, ma lei che è studente le capirà di sicuro). Ci sarebbe in alternativa la possibilità di candidare qualche discendente della Real Casa Borbone, ma questa famiglia è troppo indarrafata a santificarsi tra l’ordine Costantiniano di San giorgio e le benedizioni del Papa. Le magioranze bulgare sono una conseguenza delle ragioni e altre ancora che da 150 anni ad oggi si sono concretizzate. Mi creda, Pistolato, non è facile, da Treviso la cosa ha un sapore da vicino un’altro. Conosco la sua gente, la mia attuale compagna è veneta di Padova, persone gentili, loquaci, socievoli ma fino ad un certo punto, poi scatta la paura dello straniero. Quante volte mi sono sentito straniero dalle sue parti, ho avuto più timore io di un extracomunitario. Questa Italia così com’è fatta non va. Lei parla veneto trevigiano, io parlo calabrese, ma lei cosa si sente di condividere com me, il condizionale o il congiuntivo? Perché vede, ” se io sarei” e “se io fossi”, sono diversissimi. Le invio un saluto è doveroso e cortese dal sud o da quello che rimane.
Dicembre 3, 2009 alle 1:13 am |
I più acerrimi nemici dei meridionali sono i leghisti, e non altri: su questo non credo ci sia spazio di discussione. Se non riuscite a intenderlo voi stessi, è un bel pasticcio. Mi rendo conto del fatto che attualmente la sinistra italiana non sia sinonimo di sicurezza e di concretezza (lei a giusta ragione parla di ‘fatti’), e questa del resto è una situazione diffusa in tutta Europa attualmente, vista la crisi in cui versano tutti i principali partiti socialdemocratici europei. So anche che al sud Italia sinistra è sinonimo di malgoverno, basti pensare ai signori Bassolino e Del Turco.
Ciò non elimina tuttavia le mie perplessità sul fatto che i meridionali continuino a votare in modo tanto massiccio Silvio Berlusconi e la sua combriccola di leghisti. Sa infatti cosa succede quando un popolo è davvero insoddisfatto delle alternative politiche che gli si pongono innanzi? Questo popolo crea un suo partito. Ora mi domando: perchè non è mai sorto un partito che tuteli gli interessi del Sud? E’ vero, si è parlato ultimamente di un partito del Sud, ma solo relativamente ai malumori di un parlamentare, l’on. Miccichè, e non piuttosto in seguito a movimenti popolari e di massa del popolo meridionale. Non è che forse ai meridionali la questione non interessi affatto e che essi preferiscano scegliere il male minore (il partito di un imprenditore lombardo) piuttosto che costruirsi con le loro mani un soggetto politico che li tuteli maggiormanente?
Vedete, ci si può volgere indietro, magari anche di 150 anni, e maledire gente morta e sepolta da più di un secolo, ma se poi a queste recriminazioni non corrisponde una presa di coscienza da parte di un intero popolo, che si guarda attorno e dice: “Ehi, qui c’è un problema grosso da eliminare, vogliamo muoverci con tutte le nostre risorse per risolverlo davvero?”, be’, se non c’è questa presa di coscienza la strada è lunga signori, ma molto lunga.
Chiudo: cosa sento di condividere con lei che è calabrese? Parecchio a dir la verità. Mi sento italiano, oltre che veneto, e per questa ragione mi sono sentito più a casa sugli Appennini abruzzesi o nel Salento di non quanto non mi si senta invece in un qualsiasi paesino austriaco (poco a nord di Belluno).
Dicembre 3, 2009 alle 9:57 am |
La sua esposizione è lucida, intelligente, a trati spigolosa e maliziosa, quanto basta per rendere la conversazione proficua e piacevole.
Tutto quello che lei dice corrisponde al vero; le sue perplessità circa la formazionre di un P. del Sud sono altrettanto vere, ma in tutta la verità v’è sempre un lato nascosto, oscuro oltre il quale addentrarsi è culturalmente rischioso. Le assicuro che l’on. Miccichè non rappresenta la maggioranza dei cittadini del sud, ma solo se stesso e gli interessi che lo sorreggono. I moventi di Miccichè sono avulsi dalla realtà meridionale. Lei crede che i movimenti irredentisti irlandesi del primo ‘900 siano nati dalla sera alla mattina? Così come per il movimento indiano di cui Gandhi ne fu il leader indiscusso? Il tempo è galantuomo, si vedrà. L’ultima volta che si è provato a dire “No” ci furono 1.500.000 morti in meno di 7 anni fra guerra e guerriglia e circa 30.000.000 di emigrati nei 142 anni che seguirono (ancora non è finita). Comunque è stato un piacere poter conversare con lei che è stato, almeno fin ora, l’unico interlocutore non meridionale, che si è degnato di proporre qualche osservazione. La ringrazio, anche a nome dei miei conterranei e/o compatrioti, per la sua attenzione.
Sinceramente, Italo Bruzio