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	<title>Commenti a: COMMEMORAZIONE ALLA FORTEZZA DI FENESTRELLE</title>
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	<description>L&#039;enclave meridionalista al Nord</description>
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		<title>Di: comitatolombardo</title>
		<link>http://comitatolombardo.wordpress.com/2009/06/30/commemorazione-alla-fortezza-di-fenestrelle/#comment-226</link>
		<dc:creator>comitatolombardo</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Jul 2009 14:40:22 +0000</pubDate>
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		<description>Caro Giuseppe Pagnotto, non abbiamo capito cosa vuole dimostrare con il suo racconto preso estrapolandolo dal contesto?La storia di Bosco non la conoscevamo, non possiamo conoscere tutto.Conosciamo la storia del primo campo di concentramento d&#039;Europa, Fenestrelle,dove perirono anche dei cilentani, non mi pare di averla vista su quella rocca.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Giuseppe Pagnotto, non abbiamo capito cosa vuole dimostrare con il suo racconto preso estrapolandolo dal contesto?La storia di Bosco non la conoscevamo, non possiamo conoscere tutto.Conosciamo la storia del primo campo di concentramento d&#8217;Europa, Fenestrelle,dove perirono anche dei cilentani, non mi pare di averla vista su quella rocca.</p>
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		<title>Di: Giuseppe Pagnotto</title>
		<link>http://comitatolombardo.wordpress.com/2009/06/30/commemorazione-alla-fortezza-di-fenestrelle/#comment-225</link>
		<dc:creator>Giuseppe Pagnotto</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Jun 2009 16:18:38 +0000</pubDate>
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		<description>Il 7 luglio venite anche a Bosco nel CILENTO,raso al suolo da Ferdinando del Carretto nel 1828.
La sventura di Bosco fu descritta dal Mazziotti ne “La Rivolta del Cilento del 1828” in questo modo:
       “Una turba di soldati e di gendarmi, eccitati da un feroce impeto di distruzione,; ad un segnale convenuto si scaglia violentemente su il povero villaggio, penetrando a viva forza nelle case per espellerne gli abitanti.Molti fortunati avevano già lasciato il paese e trovato scampo in quelli vicini I miseri cittadini che vi erano rimasti, all’orrenda minaccia della distruzione delle loro case, supplicano atterriti e piangenti che venga loro risparmiata tanta rovina; a scongiurarla vecchi, donne, bambini si addossano alle mura, si stringono a le suppellettili, quasi per perire anch’essi con le pareti domestiche. Invano gli sbirri a colpi di frusta li sospingono fuori, incalzandoli a le reni lontano dal paese. Le poche masserizie vengono gettate a la rinfusa dalle finestre precipitando rumorosamente in mezzo alla strada. Portato il fieno le frasche i gendarmi appicano il fuoco. Le fiamme a poco a poco si elevano crepitando, investendo le mura, cadono le travi con orribile frastuono, mentre i cittadini pallidi, esterfatti asistono a breve distanza, alla loro estrema rovina. Il fuoco prosegue la sua opera di distruzione durante la notte, ed ai primi albori, appare un mucchio di rovine fumanti, mura arse, annerite, cadenti. Restò intatta solo la ciesa, risparmiata da quei vandali per ipocrisia e bigottismo”.

       Davanti al fatto compiuto il re Francesco i°, ritornato sui suoi passi, emise il seguente decreto in data 28 Luglio 1828:

       Art. 1 - “Il Comune di Bosco nel Circondario di Camerota nel Principato Citeriore è soppresso. Il suo nome sarà cancellato dall’albo dei Comuni del Regno. Il suo tenimento è aggregato a quello limitrofo di San Giovanni a Piro”.
Per favore,la storia raccontiamola tutta,BOSCO,IL CILENTO facevano parte delle DUE SICILIE!
            saluti Giuseppe Pagnotto</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il 7 luglio venite anche a Bosco nel CILENTO,raso al suolo da Ferdinando del Carretto nel 1828.<br />
La sventura di Bosco fu descritta dal Mazziotti ne “La Rivolta del Cilento del 1828” in questo modo:<br />
       “Una turba di soldati e di gendarmi, eccitati da un feroce impeto di distruzione,; ad un segnale convenuto si scaglia violentemente su il povero villaggio, penetrando a viva forza nelle case per espellerne gli abitanti.Molti fortunati avevano già lasciato il paese e trovato scampo in quelli vicini I miseri cittadini che vi erano rimasti, all’orrenda minaccia della distruzione delle loro case, supplicano atterriti e piangenti che venga loro risparmiata tanta rovina; a scongiurarla vecchi, donne, bambini si addossano alle mura, si stringono a le suppellettili, quasi per perire anch’essi con le pareti domestiche. Invano gli sbirri a colpi di frusta li sospingono fuori, incalzandoli a le reni lontano dal paese. Le poche masserizie vengono gettate a la rinfusa dalle finestre precipitando rumorosamente in mezzo alla strada. Portato il fieno le frasche i gendarmi appicano il fuoco. Le fiamme a poco a poco si elevano crepitando, investendo le mura, cadono le travi con orribile frastuono, mentre i cittadini pallidi, esterfatti asistono a breve distanza, alla loro estrema rovina. Il fuoco prosegue la sua opera di distruzione durante la notte, ed ai primi albori, appare un mucchio di rovine fumanti, mura arse, annerite, cadenti. Restò intatta solo la ciesa, risparmiata da quei vandali per ipocrisia e bigottismo”.</p>
<p>       Davanti al fatto compiuto il re Francesco i°, ritornato sui suoi passi, emise il seguente decreto in data 28 Luglio 1828:</p>
<p>       Art. 1 &#8211; “Il Comune di Bosco nel Circondario di Camerota nel Principato Citeriore è soppresso. Il suo nome sarà cancellato dall’albo dei Comuni del Regno. Il suo tenimento è aggregato a quello limitrofo di San Giovanni a Piro”.<br />
Per favore,la storia raccontiamola tutta,BOSCO,IL CILENTO facevano parte delle DUE SICILIE!<br />
            saluti Giuseppe Pagnotto</p>
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